07 aprile 2009
03 aprile 2009
Potrebbe essere la soluzione . . .
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.
Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.
E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.
Woody Allen
Il più bello dei mari
02 aprile 2009
Schìzzoto
Par na bela fameja
1 chilo de farina; metà "00" e metà de "grano duro"
2 bustine de lievito de bira in pólvare (grani)
4 sculieri de struto o anca del lardo
1 goto de late tiepido (150 grami)
2 sculiarini de sale
4 sculiarini de zùcaro
aqua, 400 grami (se pole aumentare el late, ma in tuto ga da vegnere 550 grami de liquido...)
Se fa cussì:
1.So na bela terina, metare la farina “ a fontanela”
2.Butarghe drento el lievito, el zùcaro, el sale, e el late;
3.Smissiare tuto zontandoghe l'aqua e l'struto: l'inpasto ga da èssare mòrbio, né suto né mojo (!)
4.Inpastare de bona oja so la tola par vinti-trenta minuti, fin che l’inpasto diventa muisin, lissio;
5.Fare na bala, métarla so la terina, farghe on tajo a crose sol dessora e incuerciarla; assarla lievitare par 1 ora al caldin.
6.La ga da cressare squasi el dupio! Inpastarla da nuovo par 10 minuti, po’ destirarla in forma tonda (o quadrata o rettangolare o triangolare o a trapezio) che la resta alta on paro de zentimetri.
7.Farghe dele incision dessora, a rete, e sbusolare co la forchetta;
8.Métarla in forno za caldo a 190 gradi e assarla par 20 minuti ( la ga da indorarse dessora e no brusarse soto).
31 marzo 2009
Da strappare il cuore

All'improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla folla disse : "Beh, a dire il vero... il tuo cuore è molto meno bello del mio."
Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti; Ha!, quel cuore batteva forte, era potente ma era ricoperto di cicatrici.
C'erano zone dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri, ma non combaciavano bene, così il cuore risultava tutto bitorzoluto ed era anche pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi. Così tutti quanti osservavano il vecchio colmi di perplessità, domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse il più bello. Il giovane guardò com'era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere: "Stai scherzando !", disse. "Confronta il tuo cuore col mio, il mio è perfetto, mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime." "E' vero !", ammise il vecchio.
"Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai cambio col mio. Vedi, nel mio ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore, alla quale ho dato un pezzo del mio cuore, e spesso, ne ho ricevuto in cambio un pezzo del loro a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma certo ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi e così ho qualche bitorzolo, a cui però sono affezionato, ciascuno mi ricorda l'amore che ho condiviso. Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto e questo ti spiega le voragini.
Amare è rischioso ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l'amore che ho provato anche per queste persone... e chissà ? Forse un giorno ritorneranno e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi adesso che cosa sia il vero amore ?"
Il giovane era rimasto senza parole e lacrime copiose gli rigavano il volto. Allora prese un pezzo del proprio cuore, andò incontro al vecchio, e gliel'offrì con le mani che gli tremavano. Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi ne prese un pezzo rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. Ci entrava ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo. Poi il vecchio aggiunse:
Se il musicista dicesse che non è la nota musicale che fa la musica...non ci sarebbero le sinfonie….
Se lo scrittore dicesse che non è una parola che può fare uno scritto..non ci sarebbero i libri….
Se l'uomo dicesse che non è un gesto d'amore che può rendere felici e cambiare il destino...non ci sarebbero mai speranza né felicità per gli uomini.
Dopo aver ascoltato, il giovane guardò il suo cuore, che non era più "il cuore più bello del mondo", eppure lo trovava più meraviglioso che mai, perché aveva scoperto dentro di sé un nuovo sentimento.
14 marzo 2009
Come donare organi e tessuti
La dichiarazione di volontà a donare organi e tessuti è regolamentata dalla legge n.91 del 1 aprile 1999 e dal decreto ministeriale dell'8 aprile 2000.L'art 4 della legge n. 91/99 introduce il principio del silenzio assenso, in base al quale a ogni cittadino maggiorenne viene chiesto di dichiarare la propria volontà sulla donazione dei propri organi e tessuti, dopo essere stato informato che la mancata dichiarazione di volontà è considerata quale assenso alla donazione.Tale principio non è tuttavia ancora in vigore. Per il momento la manifestazione della volontà è regolamentata dall'art. 23 della stessa legge (disposizioni transitorie) che introduce il principio del consenso o del dissenso esplicito.A tutti i cittadini viene data la possibilità (non l'obbligo) di esprimere la volontà in merito alla donazione dei propri organi.Attraverso la dichiarazione di volontà ogni singolo cittadino ha la possibilità di esprimersi liberamente, facendo in modo che, in caso di morte, la sua volontà non venga violata dalle decisioni altrui, sia che si tratti di una dichiarazione favorevole alla donazione che sfavorevole (si può anche decidere di lasciare per iscritto di non voler diventare un donatore). Attualmente le modalità per esprimere la volontà sono le seguenti: - la compilazione del tesserino blu del Ministero della Salute che deve essere conservato insieme ai documenti personali.- è possibile compilare on line la dichiarazione di volontà e stampare il proprio tesserino sul sito www.trapianti.ministerosalute.it- è possibile scaricare la Tessera di dichiarazione di volontà cliccando qui- la registrazione della propria volontà presso la ASL di riferimento o il medico di famiglia.una dichiarazione scritta che il cittadino porta con sé con i propri documenti. A questo proposito il decreto ministeriale 8 aprile 2000 ha stabilito che qualunque nota scritta che contenga nome, cognome, data di nascita, dichiarazione di volontà (positiva o negativa), data e firma, è considerata valida ai fini della dichiarazione;l'atto olografo dell'AIDO o di una delle altre associazioni di settore.Quando la propria volontà viene registrata alla ASL, i dati vengono inseriti in un archivio del Centro Nazionale per i Trapianti che è collegato con i Centri interregionali. In caso di possibile donazione in un soggetto di cui venga accertata la morte, i medici rianimatori verificano se questi ha con sé la dichiarazione o ha registrato la volontà nell'archivio informatico. Se un cittadino non esprime la propria volontà, al momento attuale la legge prevede la possibilità per i familiari (coniuge non separato, convivente more uxorio, figli maggiorenni e genitori) di opporsi al prelievo durante il periodo di accertamento di morte.Pertanto è bene parlare anche con i propri familiari, poiché, in assenza di dichiarazione, essi vengono interpellati dai medici circa la volontà espressa in vita dal congiunto. Per i minori sono sempre i genitori a decidere. Se uno dei due è contrario, il prelievo non può essere effettuato.Il cittadino può modificare la dichiarazione di volontà in qualsiasi momento. Sarà ritenuta valida, sempre, l'ultima dichiarazione prestata secondo le modalità previste. Riassumendo:in caso di morte possono verificarsi tre casi: 1. il cittadino ha espresso in vita la volontà positiva alla donazione, in questo caso i familiari non possono opporsi: donazione si. 2. il cittadino ha espresso volontà negativa alla donazione, in questo caso non c'è prelievo di organi: donazione no. 3. il cittadino non si è espresso, in questo caso il prelievo è consentito se i familiari non si oppongono: donazione si/no.
· Come donare midollo osseo e sangue del cordone ombelicale?
Chi fosse interessato a donare di midollo osseo deve rivolgersi alle strutture sanitarie che partecipano al programma nazionale "donazione di midollo osseo", le quali invieranno i dati dei potenziali donatori al Registro Nazionale Donatori di Midollo Osseo (IBMDR).
Per quanto riguarda il sangue cordonale invece le coppie potranno dare il proprio assenso alla donazione durante le visite prenatali.
In seguito prenderanno parte a un colloquio informativo dove verranno loro illustrate le modalità della donazione e raccolti i dati anamnestici (le informazioni riguardanti i precedenti patologici e fisiologici, personali ed ereditari), fondamentali per stabilire l'idoneità o meno della potenziale donatrice.
La mia religione approva la donazione di organi?
Uno degli interrogativi più frequenti posto durante i dibattiti sulla donazione degli organi è: ”La mia religione approva?”.
Ecco i punti di vista sull’argomento delle maggiori religioni.
AME & AMEZION (Metodisti Episcopali Africani)
La donazione di organi e tessuti è vista come un atto di amore per il prossimo e di carità. Inoltre tutti i membri sono incoraggiati a supportare la donazione come un utile modo per aiutare gli altri.
AMISH
Il trapianto è approvato qualora vi è una effettiva indicazione che la salute del ricevente potrebbe migliorare, ma rifiutato se i risultati sono discutibili.
ASSEMBLEA DI DIO
La Chiesa non ha al riguardo una politica ufficiale. La decisione di donare organi e tessuti è individuale. La donazione è fortemente supportata dalla propria denominazione.
AVVENTISTI
La donazione ed il trapianto sono fortemente incoraggiati. Gli avventisti, inoltre, posseggono vari ospedali che praticano.
BATTISTI
La donazione è incoraggiata come un atto di carità. La decisione viene lasciata all’individuo.
BUDDISTI
La donazione è una decisione che spetta alla coscienza individuale.
CATTOLICI
I trapianti sono accettati dal Vaticano e la donazione è incoraggiata come atto di carità.
CHIESA CRISTIANA (Discepoli di Cristo)
La Chiesa Cristiana non proibisce la donazione degli organi e dei tessuti. Ritiene che sia una scelta personale da fare con la famiglia e col personale medico.
CONFRATELLI
La conferenza annuale dei confratelli del 1993 scrisse una mozione sulla donazione degli organi e dei tessuti in supporto e ad incoraggiamento alla donazione. Venne scritto:”Abbiamo l’opportunità di aiutare gli altri e di mostrare l’amore di Cristo tramite la donazione degli organi e dei tessuti.”
EBREI
L’ebreo crede che, se è possibile donare un organo per salvare una vita umana, è doveroso farlo. Poiché restituire la vista è considerato come salvare la vita viene incluso anche il trapianto della cornea.
EPISCOPALI
La chiesa episcopale prese una decisione nel 1982 che rinvigoriva i benefici della donazione degli organi, del sangue e dei tessuti. Tutti i cristiani sono incoraggiati a diventare donatori di organi, sangue e tessuti “come parte della comunione con gli altri nel nome di Cristo che ha dato propria vita per donare agli uomini la vita eterna”.
EVANGELISTI CONSERVATORI INDIPENDENTI
Generalmente, gli evangelisti non si oppongono alla donazione degli organi e dei tessuti. Ogni chiesa è autonoma e lascia la decisione finale al singolo.
GRECI ORTODOSSI
Non c’è alcuna opposizione alle procedure che permettono la riabilitazione della salute, ma la donazione del proprio corpo per la sperimentazione o per la ricerca non è conforme alla tradizione.
INDUISTI
La donazione è una scelta personale.
LUTERANI
Nel 1984 la chiesa anglicana in America deliberò che la donazione contribuisce al benessere dell’umanità e deve essere “un’espressione dello spirito di sacrificio e dell’amore per il prossimo che si trova nel bisogno.” Si fa inoltre appello “ai membri di considerare la donazione degli organi dando disposizione alla famiglia ed ai propri legali e facendo uso di un tesserino da donatore”.
MENNONITE
Non c’è una determinata posizione in proposito, ma neanche una reale opposizione. La decisione spetta al singolo o alla famiglia.
METODISTI
La chiesa metodista riconosce i benefici di dare la vita tramite la donazione ed incoraggia tutti i cristiani a divenire donatori firmando e portando con sé on tesserino di riconoscimento.
MORMONI
Non si oppongono alla donazione. La decisione è un fatto personale da compiersi con la famiglia, il personale medico e la preghiera.
MUSSULMANI
La religione islamica crede fermamente nel principio di dover salvare la vita umana. Il donatore scrive in anticipo le proprie intenzioni cosicché gli organi non sono messi da parte ma trapiantati immediatamente.
Secondo un articolo di A. Sachedina “la maggior parte degli studenti delle principali scuole coraniche hanno invocato il principio di priorità del dover salvare vite umane ed hanno permesso il trapianto degli organi come necessità per arrivare a tale nobile fine”.
PENTECOSTALI
La decisione deve essere lasciata all’individuo.
PRESBITERIANI
I presbiteriani supportano ed incoraggiano la donazione rispettando, nello stesso tempo, il diritto di ogni persona per le decisioni che riguardano il proprio corpo.
PROTESTANTI
Incoraggiano e firmano per la donazione.
QUACCHERI
La donazione ed il trapianto sono scelte personali.
ROM
Gente appartenente a diversi gruppi etnici senza una vera e propria religione. Condividono le stesse tradizioni e le stesse credenze, tendendo ad essere contrari alla donazione degli organi e dei tessuti. La loro opposizione è dovuta alle loro credenze circa l’aldilà. La tradizione fa credere che, quasi per un anno dopo la morte, lo spirito ritorna sui propri passi ed il corpo deve, perciò, restare intatto perché l’anima mantiene la propria sembianza fisica.
SHINTOISTI
Un corpo morto è considerato impuro e pericoloso e quindi affatto potente. Secondo la credenza popolare violare un corpo morto è un grave crimine ed è quindi difficile ottenere dai familiari il consenso di espiantare gli organi del defunto.
TESTIMONI DI JEHOVAH
La donazione è materia della coscienza personale con la clausola che tutti gli organi ed i tessuti siano drenati del sangue.
UNIVERSALISTI UNITARI
La donazione ed il trapianto sono ardentemente sostenuti. Vedono in ciò un atto di amore e di completa donazione.
Possiamo così notare che, mentre ci possono essere variazioni nei punti di vista personali, è chiaro che le maggiori religioni del mondo PERMETTONO, INCORAGGIANO E SUPPORTANO i trapianti e la donazione degli organi.
Se si fa bene a donare?
Lei mi chiede se è una scelta giusta quella di donare gli organi? E come si può dubitarne?
Io la trovo una domanda assurda, cui la risposta non può che essere scontata.
Cosa c'è da dire: il fatto che un corpo senza vita possa ancora servire a dare la vita, io lo trovo una delle più appaganti conquiste dell'uomo. Deve essere una scelta volontaria, presa in piena autonomia, fatta da noi quando siamo in grado di decidere o da qualcuno altro in nostra vece, quando non lo siamo più. Mi pare ovvio, naturale, nell'ordine delle cose naturali.
Che cosa c'è da dire?
Per chi ha aspirazione all'immortalità, poi, può essere perfino una cosa meravigliosa.... Dare agli altri un cuore, sapere che può battere, che può continuare a battere nel petto di un altro è una conquista della scienza ma è soprattutto una grande prova di umanità, un grande fatto di civiltà."
Andrea Camilleri - scrittore
02 marzo 2009
Risoto de Revidui
Par quatro che magna 4 eti de risi (vialon nano);
na carota tajà a daditi;
na ganba de sèlino, taja come la carota;
1 spigo de ajo e 1/2 zeola tajà fina;
ojo stravergine de oliva;
3 eti fra figà de galina, durelo, cuore (i se ciama revidui, frattaglie in ‘talia)
Se fa cussì:
1.Fare on desfrito so l’ojo co la zeola e l’aio ( l’aio se cava e se buta via, dopo ), co le carote e el sèlino;
2.Tajare a daditi i revidui e butarli in tecia a cusinare, zontandoghe on fià de vin bianco e, man man, calche sculiero de brodo;
3.Zontarghe i risi e, dopo verli fati scotare du minuti “a seco”, butare man man del brodeto vegetale o de polastro fin a cotura finìa;
4.Prima de servire, zontarghe on bel pugneto de grana gratà, par maltecare par ben el risoto.
20 febbraio 2009
Calma piatta

Trasforma ogni umano contatto quotidiano in lento e piatto lamento, tendente al grave e comunque monotono.Il cielo è dipinto; è dipinto a pennellate, sembra.
Questo schermo che oggi si spaccia per cielo e vergato a fitte pennellate, larghe e della stessa tinta, monotona e uniforme, tanto da non meritarsi nemmeno di essere incisa dal volo dei soliti uccelli.
Questi preferiscono starsene immobili sotto le foglie dei rocciosi e statici alberi e tutti insieme subiscono ed esprimono la depressione indotta dal cielo sopra di loro.
Calma piatta.Quasi una immobilità artificiosa .
A guardarli bene, gli alberi, sono gli unici che tentano di uscire da quello stato catartico ,quasi a contraddire l'appropriato stato vegetativo e mimano il movimento che farebbero se fossero scossi da una leggera brezza.
Ma mimano male; e riescono solo a dare una improbabile impressione di moto.
L'inquadratura è disturbata da un'improvviso, quanto imprevisto, volo teso di un piccolo volatile che l'attraversa. Bè! siamo ancora vivi.
12 febbraio 2009
La Sabbiona
09 febbraio 2009
Quello che so di te

Non so in quale mondo ti trovi
se rivolgi il tuo sguardo a quel sole
che oggi brilla più chiaro nell’alba
di un mattino che ora è anche il mio.
Non so per chi hai pianto di notte
chi hai amato,voluto, respinto.
Fra la gente che ha udito il tuo riso
argentino come ora è anche il mio.
Non so chi ricorda il tuo nome
o desidera vederti ogni istante,
come immagini sia il tuo cammino
nel futuro che ora è anche il mio.
Mi piace pensarti felice.
Una lucciola in una notte d’estate.
Un gabbiano che insegue una nuvola.
Un respiro che sento anche mio.
Non so nulla, nemmeno il tuo nome
o il tuo volto, la voce, il tuo passo.
II tuo coraggio lo riconosco dal cuore
che mi hai donato, e che ora è anche mio.
vincitrice del Concorso A.I.T.F., pubblicata sul sito: donagliorgani.it
Galani
Par quatro che magna
1/2 chilo de farina
70 gr. de butiro
1 sculiero de zùcaro
2 ovi
1 pizegheto de sale
Se fa cussì:
1.Ronpare i ovi e tegnere da na parte la balota (el rosso) e da staltra la ciara.
2.Sbàtare la ciara "a neve" dura.
3.So nantra terina montare le balote col zùcaro, po' zontarghe prima la ciara za montà e po', on fià par volta, la farina.
4.Bagnare con on fià de aqua se serve par far deventare pì mòrbio l'inpasto.
5.Inpastare fin che la pasta no se taca pì ale man.
6.Spartire in oto parte la balota del'inpasto.
7.Destirare co la mescola ogni una de ste oto balete fasendole deventare come on foglio, no massa fin.
8.Ciapare on sfojo, inburarlo sol dessora e pozarghe dessora on secondo sfojo.
9.Inburare anca el secondo, po' montarghe dessora el terzo, e cussì fin al'ultimo. Questo no bisogna inburarlo!
10.Oncora co la mescola destirare sto "pacheto" de sfoji fin a farlo deventare on sfojo solo, largo e fin, el pì che se pole.
11.Co la roeleta da dolzi, tajare dele striche larghe do dea e longhe quatro.
12.Butare sti nastri (galani, come che se dise in venezian) so l'ojo bolente e frizare fin ch'i ciapa colore. Se i xe sta inpastà ben, vegnarà fora tute bole de aria.
13.Cavàre e sugare so carta che assorba e po' spolvarare co zùcaro a velo.
Succedeva e, forse, ancora succede ?!

non essendo passato tanto tempo dall'ultima volta che ho avuto bisogno del tuo intervento risolutore e, ti assicuro, che ho apprezzato, ho ben pensato di scriverti.
Vorrei innanzitutto dirti che, in questi ultimi giorni, si sono succeduti fatti nuovi e abbastanza importanti per singolarità,tali da alterare considerevolmente la routine quotidiana nei fatti e nei pensieri.
La nuova più eclatante che ha sconvolto animi e ambizioni, è stata la improvvisa comparsa di nuovi profili anticipanti nuovi nomi pretendenti al massimo soglio della ricambistica umana.
Materializzandosi da un nulla patologico provenienti da direzioni sconosciute o poco note ma al tempo stesso portandosi appresso voluminose esperienze attendistiche e vantando priorità indiscutibili si sono apprressi allo sportello superando, e scalzando posizioni che credevo ,credevamo,credevano inattaccabili.
Tant'è che ogni teoria o pratica precedente e pregressa pare s'involi dalla inamovibile certezza verso la più discussa precarietà.
Pertanto a tal seguito ci resta , una volta sgrondato di tutto il decorativo superfluo, tale considerazione ,peraltro molto vicina al vero che:
-La parola baronale è parola leggera.
-Non dire equivale ad affermare.
Varrebbe. . . , pare . . . , il principio della caotica incertezza , l'affermazione del sistema accusatorio su quello inquisitorio e l'abrogazione di ogni fase dibattimantale.
Mi sovviene pertanto , d'affermare che, sotto l'accademica stola, traspare la battuta guitta che trasforma il luogo di scienza in opera buffa.
19 gennaio 2009
Sùgoli da inverno
Par quatro che magna
2 carote
2 zeole
2 ganbe de sèlino, co foje e tuto
3 eti de fasoi borloti sichi
2 patate
3-4 coste de biéta
1/4 de na verza
2 zucoliti
2 spighi de ajo
Farina zala da polenta
Oio stravergine de oliva
Sale e pévaro
Formajo grana gratà
Se fa cussì:
1.Co l'ajo e 1 zeola fare on bel desfrito, po' cavàre l'ajo
2.Tajare a tochiti tute le altre verdure e butarle in pignata, co tanta aqua, come par fare el menestron, e assare cusinare par ben;
3.A fine cotura passare tuto col passaverdure. Ga da restare on brodo bastanza liquido! Al caso zontarghe aqua;
4.Metare el brodo sol fogo e far bòjare justare de sale e pévaro e po' butarghe, on fià par volta, la farina (come par fare la polenta). Se mete quanta farina che serve in modo che ala fine vegna fora na polentina tènara-tènara, da magnare col sculièro;
5.Cusinare par almanco meza ora, smissiando senpre, senò se taca tuto!!!
6.Servire caldo de bojo, versando on filo de ojo stravergine de oliva e infromajando par ben;
7.El colore dipende dale verdure che se mete (a volte no le se cata tute). El xe on piato da inverno fredo, che se gusta mejo se fora nèvega.
25 dicembre 2008
Ma quali inverni?
Il mondo cambia e tutti ce ne accorgiamo, anno dopo anno, con l’alternarsi delle stagioni e non abbiamo il bisogno delle statistiche e delle informazioni (sempre sensazionali) che ci propinano i mezzi di comunicazione.
23 dicembre 2008
Lettera aperta a Babbo Natale
Caro Babbo Natale, ti scrivo per la prima volta, e sento il bisogno di farlo, non per chiederti di ricordarti di me per Natale, ma per scusarmi di non averlo mai fatto prima.
"La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte..." Cominciava così la vecchia filastrocca dedicata alla Befana, e lei era, da sempre, presente nell’immaginazione di noi bambini con l’aspetto di una vecchietta curva e mal in arnese, ma ancora autoritaria e con un caratteraccio da mettere in soggezione anche i più discoli.
Il mio ricordo indelebile è fissato nel momento dell'improvviso risveglio, provocato dal trambusto proveniente dalla cucina, che mi faceva scendere di scatto dal letto per correre verso ciò che immaginavo già.
15 dicembre 2008
Al Trivio, Rovereto
Però la piazzetta è tra le più conosciute, carica di storia per il paese, un angolo di ritrovo per i giovani in evidenza e i meno giovani evidenti.
C'è anche tanto di monumento: un bel proietto da 380mm italiano della prima guerra mondiale e sotto la lapide che riporta il numero delle case distrutte durante quegli anni.
Non grande all'interno anche se su più piani, arredo moderno, piccolo banco bar con esposizione di liquori da capogiro per la ricercatezza, tavolo a parte con i vini aperti perché si può ordinare anche al bicchiere ,vini di nome: più o meno gli stessi che fanno bella mostra in tutti i locali come questo.
La cameriera che accoglie e spoglia dopo aver verificato dalla dirigente o proprietaria :comunque caposala: pochi attimi di dubbio poi la conferma che potevamo accomodarci in uno dei quattro tavoli liberi sugli otto presenti a quel piano.
La caposala porta i (grandi) menù ,piatti unici,piatti assaggio e lista specialità; ci attira il risotto al radicchio e formaggio che si fa solo per due ,(bene; siamo in due) e che ordiniamo quando torna ma :
Scusate se non vi ho detto prima che il risotto non è possibile farlo perchè abbiamo una comitiva di 24 persone e poi la cucina sta per chiudere (alle 13 e 30?) .
allora un opterei per......non mi lascia finire la frase.
Non voglio sembrare invadente (ha no!) ma vi consiglio il piatto unico con un primo e un secondo insieme .
sguardo tra il perplesso e il sorpreso :noi; sicuro il suo, sottolineato da oscillazione del capo in segno di : o così o non sò! Vada per il piatto unico.
Acqua e vino ,anche al bicchiere.
Acqua minerale frizzante e un bicchiere di marzemino.
Arriva la cameriera con l'acqua già aperta che, con velocità incredibile, ha già versato nei bicchieri.
Ci guardiamo .. . già aperta , ma neanche a Nairobi!
Arriva la Major con il vino, mostra la bottiglia , non conosco il produttore ma l'assagerò. Se ne va.
Torna con il bicchiere di vino già fatto lo appoggia al tavolo e se ne và.
Ma dai! neanche al dopolavoro ferroviario.
Ed eccolo lì! solito vino barricato che, a parte la forte impronta disegatura di faggio cotta, permette di riconoscere pochi altri gusti, non che non mi piace ma anche qui la moda.
La moda è la masterizzazione dell'enogastronomia d'assalto :tutti sulle barricate!
Il piatto unico arriva in tempo record e non fa mistero del suo viaggio dal frigorifero al tavolo passando per il microonde (porcellana gelata ai bordi ,pietanza da altoforno) non permette che di apprezzarne che la composizione.
Non ci addentriamo nella scelta dei dolci dopo la vista della crema di gelato e spezie del tavolo vicino che dimostra la sua provenienza da freezeer al momento di essere tagliata.
Andiamo direttamente al caffè ben servito con alcuni biscottini, ma in linea con chi lo ha preceduto: bollente, lungo, aroma bruciato .
Vorremmo prenderci il tempo per parlare del nostro e del posto ma e un continuo roteare della cameriera e dell'altra a chiedere se vogliamo altro e se andava tutto bene e se gradiamo non si sà chè, e che cosa e ancora.
Infine sono passate alle vie di fatto, sprarecchiando un pezzo alla volta ,tanto che l'abbiamo preso per un invito a liberare il campo.
Entrata ore 13 e 30 due piatti unici con porzione di tagliata ai ferri ripassata al microonde con giro d'olio ed erbe, 75cc di acqua minerale frizzante, un bicchiere di vino marzemino del trentino ,due caffè accompagnati da alcune scheggie di biscotto , pane e coperto, uscita 14 e 15 , spesa quarantotto euro .
Prendono carte di credito ma perdono clienti :due sicuramente.
12 dicembre 2008
Perchè l'ho cancellato dal mio navigatore

Uno dopo l'altro li ho visti tutti nudi e reali: gli alberghi, gli impianti di risalita,i parcheggi,l'ospedale,i servizi pubblici ;anno dopo anno fatti di delusioni che si sommano e infine anche i locali tipici.
Infine anche il mio posto, già, perché dopo aver eletto da anni questo locale come il mio "posto fisso" ogni volta che sono in questa città per lavoro o vacanza (la primavera per il sole,l'estate per il fresco,l'autunno per i funghi,l'inverno per sciare e per le fiere, le sagre, i mercati) ho sbattuto la faccia su un aspetto che non avevo mai conosciuto nè previsto di trovare qui.
Tutte le volte che vengo nel "mio posto fisso",mangio,bevo e ricarico di birra tre bottiglioni tipici del locale con il suo logo e acquistati qui.
Domenica nell'aprire uno dei bottiglioni il tappo si è rotto,un tappo di plastica bianco da pochi centesimi;bè poco male mi dico e dico a chi stava al banco .
-Scusa puoi darmi un'altro tappo?
-noi non abbiamo i tappi-
-Allora(rido) vuoi farmi comperare un'altro bottiglione solo per un tappo o mi fai andare via con il bottiglione aperto?
-noi non diamo solo tappi e riempiamo i bottiglioni che si chiudono-
-Scusa (non rido) perdi la vendita e forse anche il cliente per il valore di un tappo di plastica?
-nessuna risposta ......braccia allargate.
Resto allibito . . .ho capito bene? e sì ho capito bene!
Non abbiamo mangiato, non abbiamo bevuto non abbiamo ricaricato i bottiglioni e credo che, forse ,non avrò più il mio posto fisso in questa città
Sintesi: Tipicità locali? campagna di accoglienza turistica?espressione di un territorio e dei suoi abitanti?
Ma allora non è vero che c'è crisi e dobbiamo essere più disponibili e adattarci alle condizioni di un mercato più difficile ,selettivo che sta perdendo consumatori,e che pertanto di tutto deve essere fatto per tenersi stretti i clienti ,coloro che permettono agli esercizi di sopravvivere.
C'è chi lo ha capito e chi no. Peccato.
01 dicembre 2008
Ode a "la Salamina"
Prima ad védrat int al piat,
o bèla salamina,
at sént int l’aria!...
L’è al tò profùm che, a curóna,
al t’zzircónda come ’na regìna.
Regìna di salàm ti t’jé!...
Délizzia rara,
vant e argój
dla nostra Frara.
Adéss t’jé lì ch’at fum
davanti a mi,
rutundéta e grasstìna,
ligàda strich da tuti i vèrss;
da sóta ad sóra
e anch par travèrss.
T’jé lì ch’at difendi ancóra
cal tesór ch’at gh’a déntar:
al balsam dal tò corp
che, come ’na sgnóra,
t’al fa desideràr…
A n’in póss più!...
At vój magnàr!...
At cucc un puchìn
par guardàrat bén bén;
e pò, pian pianìn,
a t’infilzz còl curtèll
a at vérz a mità:
j òcc i’m ssa slàrga, am tìra al pinguèl, am sùda al palà…
Al sugh tò lusént,
ch’al ’t cóla pr’i fianch,
jè làgarm d’amór
verssàdi par mi.
At ringràzzi, salàma!...
At ringràzzi, col cuór:
al tò sacrifìzzi
t’l’à fat con unór!.