
31 ottobre 2010
Fede e ragione

18 ottobre 2010
Fritaja rognosa

Par quatro che magna
8 ovi frischi
1 eto de sopressa, tajà a fete grosse 1/2 zm. e po' a tochiti;
1 sculiero de ojo stravergine de oliva
meza zeola rossa
Se fa cussì:
1.Sbatare i ovi so na scudela;
2.So na paela scotare col’oio la zeola, tajà a l'ingrosso, el salame o la sopressa o la mortadela;
3.Butare i ovi sbatù so la paela , justare de sale smissiare tuto insieme e cusinare la fritaja;
4.La se magna sùito.
5. …No’l xe on piato par stomeghi delicati !
05 luglio 2010
Pèoci maridà cò le vongole
Par quatro che magna
2 chili de peoci e 2 chili de vongole “veraci”;
4 spighi de ajo e 1 zeola;
ojo stravergine de oliva;
pevaronzin rosso in pòlvare o pévaro, secondo i gusti;
almanco on litro de vin proseco fresco assè;
Se fa cussì:
1. Métare in purga le vongole in aqua freda par na note;
2. La matina drio, fare on desfrito co l’ajo ( ricordeve de cavarlo, dopo) e la zeola tajà fina, doparando na pignata che possa tegnere tute le cape;
3. Netàre par ben i peoci e resentare le vongole;
4. Butare in pignata peoci e vongole, zontandoghe ½ goto de proseco, spolvarare col pevaronzin, incuerciare a assare sarà par 15 minuti: le cape le se verzarà come par incanto !
5. Cavàre el bendedio dala pignata e magnare tuto. Chi che se ne intende insupa del pan biscoto sol brodeto de cotura: na fola…
6. El resto del proseco va bevù, se intende: meza onbra ogni tanto
08 giugno 2010
Il cuore di Cartesio
Avrà senso questa immensa e prodigiosa macchina che mi circonda, regolata da leggi eterne e necessarie, le stesse che regolano il funzionamento del mio cuore, la rotazione dei pianeti, la mia capacità logico-deduttiva e tutto quanto il resto? E se pure lo ha, qual è e dove sta?
A questo fondamentale interrogativo Cartesio risponde sostanzialmente inferendo che il meccanismo perfetto e mirabile che regola il Tutto sia la conseguenza dell’azione di un essere perfettissimo (Dio) che progettando, “da via del Suo”.
Non si chiede ovviamente quale sia il fondamento che ci porta a postulare l’esistenza di Dio; dice soltanto che un progetto richiede un progettista.
Non si fa, insomma, la domanda ontologica fondamentale: perchè Dio?
Il passaggio dalla singolarità alla molteplicita, tramite il Big Bang, è lo snodo fondamentale da cui deve passare il nostro interrogarci .
La fisica contemporanea se lo chiede da un secolo (dal 1905 con Einstain).
Il metodo deduttivo nasce da questo passaggio e il metodo induttivo, a sua volta, è il percorso a ritroso.
Altra questione, poi, è quella relativa alla necessità delle leggi fisiche, che in realtà seguono logiche diverse in funzione del livello a cui prestiamo attenzione.
L’uniformità (simmetria) degl’inizi (prima della nascita dello spazio e del tempo), secondo le teorie scientifiche attuali, a causa dell’immenso calore iniziale, non conteneva le leggi, oggi, riconoscibili, non aveva determinazioni; era solo l’indifferenziato di Anassimandro (postulato 2600 anni fa).
I giganti del passato ci alitano sul collo e ci co-stringono da ogni parte.
07 giugno 2010
Sàmbugaro Frìto
Par quatro che magna
fiuri de sanbugaro: quanti ca ne volì (bisogna catare i primi che fiorisse), ma va ben na dozena
1 eto e mezo de fiore de farina
2 ovi
1/2 goto de late
1 biciarin de graspa
1 pizego de sale
Na gratadina de noce moscata
oio par frizare
Se fa cussì:
1. Smissiare tuto insieme ( no i fiuri...) sbatendo par ben: vien fora la pastela che serve par tociare i fiuri de sanbugaro).
2.Scaldare l'oio so na paela, stando tenti che no 'l fuma.
3. Lavare e sugare par ben i fiuri de sanbugaro;
4. Tociarli so la pastela e butarli in tecia ch'i se friza;
5. Magnarli caldi, boni anca fridi.
31 maggio 2010
PERCHE' LA MAGGIOR PARTE DEI RISULTATI DELLE RICERCHE PUBBLICATE E' FALSO
Dimmi la verità, la verità (...)
perchè la verità tu non l'hai detta mai.
Antonio Ciacci
Ho sempre pensato che la maggior parte delle ricerche pubblicate,soprattutto su riviste mediche di prestigio, esprimano conclusioni veritiere. Con sorpresa ho potuto constatare come autorevoli voci non siano della stessa opinione. Anzi l'epidemiologo J.Ioannidis è del parere esattamente contrario: "...false findings may be themajority or even the vast majority of published research...". In un recente articolo apparso su Plos Medicine* ( speriamo aquesto punto che sia veritiero) senza mezzi termini egli spiega con puntiglio e dimostra con dovizia di formule matematiche, ilperchè della sua drastica asserzione. Vi è una tendenza diffusa che porta ad idolatrate il p-value > 0.05come unica garanzia di veridicità. Chi conduce una ricerca si preoccupa in genere di ottenere la significatività statistica, cioè che il risultato finale abbia solo il 5% di probabilità di essercasuale. Se però la ricerca è stata condotta con tali e tanti bias da distorcerne le conclusioni ecco che questa pura formalità statistica non ha alcun valore. La veridicità di una ricerca, oltre che dal p<0.05, letteralmente =" distorsione">
1. piccole dimensioni. E' più improbabile si giunga a risultati veritieri con campioni di grandezza limitata, di basso potere statistico
2. il cosiddetto effect size, cioè quanto forte è l'effetto che dobbiamo misurare. E' più probabile siano vere ricerche sull'impatto del fumo sul cancro o sul rischio cardiovascolare (RR3-20) piuttosto che il rischio genetico in una malattia poligenica(RR 1.1-1.5). Purtroppo la ricerca scientifica attuale si svolge in ambiti con RR appena superiore all'unità.
3. gli studi di conferma tendono a risultati più veritieri rispetto a studi che attuati allo scopo di generare nuove ipotesi di lavoro.
4. la flessibilità di uno studio: quanto è maggiore (definizione degli out comes, disegno dello studio, strumenti analitici usati)tanto più elevata la probabilità di false conclusioni.
5. conflitti di interesse, non solo quelli finanziari (non occorre spiegarli ai No grazie!) ma anche il pregiudizio scientifico (credere alle proprie teorie più che a quelle degli altri o all'opposto essere influenzati dall'ipotesi più in voga), riducono la probabilità che uno studio sia veridico.
6. quanto più 'scottante' è il campo della ricerca quanto più probabile ottenere falsi risultati. Non raro a questo proposito il fenomeno detto Proteo per cui risultati clamorosi vengono rapidamente smentiti e poi altrettanto rapidamente riaffermati in modo altalenante.
Questo accade spesso nelle ricerche di genetica molecolare. Se consideriamo quanto sopra e calcoliamo che una ricerca abbia il 50% di probabilità a priori (PPV) di essere stata impostata correttamente, otterremo risultati veritieri nell'85% dei casi. Sembra facile, ma una PPV del 50% non è facile da programmare,la può ottenere una metanalisi di RCT di conferma, tutti di buona qualità, mentre una metanalisi ben condotta ma su studi inconclusivi, allo scopo di cercare un risultato positivo, avrà invece,in un caso su tre, elevate probabilità di false conclusioni. Procedendo negli esempi si arriva alle ricerche sperimentali in campi come la genetica molecolare, dove è necessario condurre migliaia di test per ottenere un risultato positivo, dove la PPV sarà estremamente bassa (una su mille), anche con una eccellente elaborazione statistica ed efficienza nel minimizzare i bias già ricordati. Che fare ? Rigettare innanzitutto l'ipotesi di ineluttabilità dell'errore e cercare per quanto possibile di evitare di incorrere nei bias già ricordati, ottenendo così una buona PPV prima di iniziare uno studio. Va cambiata la mentalità dei ricercatori che devono sempre pre registrare il loro studio e aderire scrupolosamente al protocollo di ricerca senza cambiare o modificare gli out come, come purtroppo spesso succede. E noi, come lettori, dovremo tener conto che solo gli studi su larga scala che esplorino effetti molto ampi, hanno buona probabilità di essere veritieri; al contrario si dovrà diffidare di piccoli studi su questioni molto specifiche o marginali. Per fortuna che c'è la serendipità che qualche volta ci salva, anche ricerche male impostate possono arrivare a conclusioni utili ed importanti,ma si sa, l'eccezione non fa che confermare la regola.
* Ioannidis JPA (2005) Why Most Published Research Findings Are False. PLoS Med 2(8): e124.
http://www.plosmedicine.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pmed.0020124